Silvio Berlusconi I di Arcore, detto "il Cavaliere" (Milano, 29 gennaio 1994 - Roma 12 novembre 2011), fu re di Arcore dal 1993 al 2011; dall'8 maggio 2008 regnò con il titolo di "re nano" fino al 12 novembre 2011 giorno della sua deposizione.
Anni di regno: 17 ANNI 7 MESI E 16 GIORNI.Sarà per la stanchezza psicofisica accumulata in questi anni di militanza politica, lotta personale e impegno civile, sarà perchè ormai abbiamo speso davvero tutte le parole possibili ed immaginabili sul soggetto in questione, che combattiamo ufficialmente dal 2005, ma, oggettivamente, oggi 12 novembre 2011 ci sembra davvero inutile aggiungere qualcosa di nostro, sul fatidico giorno tanto agognato da milioni di italiani con NOI IN TESTA: la caduta del MALATO DI MENTE DI ARCORE.
E' per questo che, a partire dal titolo del post stesso che cita l'editoriale di Marco Travaglio, sintetizziamo questo giorno storico con le parole dei migliori giornalisti italiani, e non solo, scritte sul SOGGETTO IN QUESTIONE:
Alleluja. Silvio Berlusconi si è dimesso. Dopo diciassette anni e una giornata lunghissima, carica di tensione, seguita in diretta dai siti di tutto il mondo, l'imprenditore televisivo che avrebbe dovuto far funzionare l'Italia come la sua azienda molla la presa dopo averci trascinato al collasso e trasformato il suo sogno nel nostro incubo. Ci lascia in eredità un paese sfigurato dal colossale conflitto di interessi, sconvolto nelle elementari regole di convivenza, spolpato nelle residue energie dalle cricche di ogni ordine e grado, umiliato dalla prostituzione, non solo sessuale.Norma Rangeri 13.11.2011
Oggi è il giorno che chiude un ventennio, uno dei tanti della nostra storia. E il pensiero va al momento in cui tutto cominciò. Era il 26 gennaio 1994, un mercoledì. Quando, alle cinque e mezzo del pomeriggio, il Tg4 di Emilio Fede trasmise in anteprima la videocassetta della Discesa In Campo. La mossa geniale fu di presentarsi alla Nazione non come un candidato agli esordi, ma come un presidente già in carica. La libreria finta, i fogli bianchi fra le mani (in realtà leggeva da un rullo), il collant sopra la cinepresa per scaldare l’immagine, la scrivania con gli argenti lucidati e le foto dei familiari girate a favore di telecamera, nemmeno un centimetro lasciato al caso o al buongusto. E poi il discorso, limato fino alla nausea per ottenere un senso rassicurante di vuoto: «Crediamo in un’Italia più prospera e serena, più moderna ed efficiente... Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme, per noi e per i nostri figli, un nuovo miracolo italiano». Era la televendita di un sogno a cui molti italiani hanno creduto in buona fede per mancanza di filtri critici o semplicemente di alternative. Allora nessuno poteva sapere che il set era stato allestito in un angolo del parco di Macherio, durante i lavori di ristrutturazione della villa. C’erano ruspe, sacchi di cemento e tanta polvere, intorno a quel sipario di cartone. Se la telecamera avesse allargato il campo, avrebbe inquadrato delle macerie. Oggi è il giorno in cui il set viene smontato. Restano le macerie. La pausa pubblicitaria è finita. È tempo di costruire davvero.
Il berlusconismo è stato il desiderio di una metà di questo paese di prolungare all'infinito il decennio degli anni '80, ossia quel decennio spensierato, di eccessi e grande spesa.Massimo Gramellini
Berlusconi è un vecchio zombie, era già morto politicamente nel 2008. Lo resuscitò Waterloo Veltroni, e le opposizioni, per tre anni che sono sembrati lunghissimi, lo hanno protetto in innumerevoli voti di fiducia e regalandogli deputati a piene mani, da Calearo a Razzi, per tacer di Scilipoti. La Seconda Repubblica volge al termine. Ci ha fatto largamente rimpiangere la Prima. I partiti si sono impadroniti dello Stato e se ne sono nutriti. Mike Bongiorno aveva una qualità rara. Conosceva i suoi limiti. Il Cadavere Caldo della Presidenza del Consiglio non ha questa dote e vuole prolungare la sua (e nostra) agonia. Il vero problema non è però rappresentato da un tizio che ormai vive fuori dalla realtà, ma da coloro che gli attribuiscono ancora chissà quali poteri. E' finito. Strafinito. Uno dei danni più gravi del ventennio breve berlusconiano è stata l'espulsione dei capaci e degli onesti dalle Istituzioni, dalle grandi imprese, dall'informazione, dalle banche, da qualunque settore che potesse disturbare i manovratoriBeppe Grillo
Stampa estera
Le dimissioni di Berlusconi sulle prime pagine di tutto il mondo: (27 copertine)!
Inghilterra, The Sun: "Bye Bye, Bunga Bunga"
Germania, Bild Zeitung: "Che ne sarà di Berlusconi?"
Spagna, El Paìs: "Termina un'era politica in Italia: Berlusconi si dimette"
Sud America: "E' FINITO IL BUNGA BUNGA, ALLELUJA! ADIOS, BERLUSCONI!"
E' finita un'Era buia, Berlusconi non è caduto però per gli scandali o i processi giudiziari (ancora in corso peraltro), ma dietro la pressione economica della crisi e della UE. Oggi a palazzo Grazioli si potrà fare finalmente una festa normale e non da postribolo..Egli però lascia un conto aperto con le donne, i giovani e i disoccupati e tutti gli italiani che non ha mai rapresentato. Entrò in politica per i suoi interessi economico privati. Non sarà facile sradicare la mentalità berlusconiana dall'Italia.El Paìs
E concludiamo con:
La ricorderemo a lungo questa straordinaria notte italiana. La gente festosa che circonda il Quirinale e Palazzo Grazioli per l’annuncio atteso da troppo, troppo tempo. Gli orchestrali del gruppo di “resistenza musicale permanente”..che eseguono l’Alleluja sotto il balcone del capo dello Stato, protagonista dello strappo che ha costretto alla resa un premier sfiduciato e screditato nel mondo intero come mai era accaduto nella storia repubblicana. Un uomo abbandonato dai suoi stessi scherani, ma sconfitto irrimediabilmente dalla crisi finanziaria che sta travolgendo l’Italia. Per quattro mesi un premier di latta senza governo ha cercato di aggrapparsi al nulla: manovre finanziarie scritte e riscritte che hanno tolto a chi aveva già poco, tutelando i grandi evasori da sempre vezzeggiati e i privilegi delle caste indifferenti al bene comune, a cominciare da quella della politica. Bisogna dirlo con chiarezza, Berlusconi non avrebbe potuto distruggere tutto ciò che ha distrutto se non avesse avuto di fronte un’opposizione troppo spesso debole e qualche volta complice. Attenzione però: Berlusconi lascia, ma Berlusconi resta. Non temiamo un suo quarto ritorno a Palazzo Chigi: sarebbe assurdo e del resto egli stesso sa di essere finito come dimostra l’apparente arrendevolezza con cui si sta facendo accompagnare alla porta. È il berlusconismo che rimane tra noi. La sottocultura dei disvalori entrata in profondità nelle vene del Paese non sarà facile da espellere. A cominciare dal comandamento malavitoso della legge che non è uguale per tutti, conculcato per anni nella testa della gente, norma vergogna dopo norma vergogna. Ma resta soprattutto il partito di Berlusconi che, non dimentichiamolo mai, ha difeso qualsiasi nefandezza e bunga bunga padronale. Un’armata divisa e in rotta e dunque più pericolosa ancora. Non sappiamo quali colpi di coda ha in serbo e ne diffidiamo profondamente. Tenteranno in tutti i modi di condizionare il nuovo premier Mario Monti con ogni trappola cercando di recuperare il bottino lasciato sul terreno.Antonio Padellaro
Il video che è già storia:
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