Recensione (senza spoiler):
Il capolavoro mancato del '84, che
copriva solo i primi 13 volumetti, aveva una regia quasi perfetta, aiutata da
un bgm impeccabile (a partire dalle sigle sublimi), ed un doppiaggio italiano
insuperabile (migliore di quello nipponico stesso). Inutile parlare della grafica: le
foto dei fotogrammi parlano da sole.
La storia si fermava al debutto di Maya e della rivale
Ayumi nel mondo dello spettacolo, al di fuori delle rispettive scuole di teatro.
La serie del 2005 (che riparte da zero
e mai doppiata in italiano), nonostante approfondisca finalmente le storie
personali dei vari personaggi ed i relativi legami fra loro, risulta debole emozionalmente per i primi 23
episodi, e anche un po' meccanica nel rappresentare quel
sentimento speculare di acredine/affettività su cui si costruisce tutta
l'identità della protagonista rispetto agli altri personaggi (Maya/Tsukikage, Maya/Ayumi, Maya/Hayami).
Sorvolando su grafica e Bgm alquanto scarsi (di 5 sigle - 2OP+3ED
- non se ne salva una ndr), diciamo che anche la scrittura di alcuni dialoghi non aiuta molto questo remake, facendo perdere di intensità ad una storia che, di
per sè, era invece abbastanza intrigante e degna di un drama anni '80 (sottolineiamo anche che i sottotitoli di cui abbiamo usufruito non erano perfetti ndr).
In tal senso, la
serie vintage, era stata adattata sicuramente meglio rispetto al manga, con più armonia
realistica, nonostante la stringatezza narrativa quale suo unico vero punto
debole.
Il reale paradosso della serie2.0 è che i passaggi più fiacchi a livello registico, sono proprio le scene cruciali (divenute cult nel tempo): l'incontro con la sensei Tsukikage, l'abbraccio involontario con Hayami ed il passaggio di Maya dall'ala protettiva della sensei a quella di Hayami. Nonostante sia più fedele al manga, infatti, l'adattamento2.0 risulta un po' campato per aria, con forzature e slanci di battute fuori luogo qua e là, abbassandone l'intensità empatica del momento (per es. la segretaria di Hayami osa troppo, o la risata ambizioso-isterica della sensei, a volte, appare quasi grottesca in stile Kodachi di Ranma1/2 . In breve, non sempre copiare il manga ripaga nda).
Dalla 24° puntata comincia finalmente la parte inedita della storia, dove Maya inizia la scalata alla
popolarità tramite i drama tv, e dove il punto di vista si sposta dalla ricerca
di migliorarsi come attrice, a quello di cavarsela nel dietro le quinte dello
star system che cercherà di 'farla fuori' in tutte le maniere possibili (a tratti anche
grottesche e poco credibili ndr).
Nonostante la serie cambi, in questo blocco
narrativo si nota un certo calo di idee della mangaka: per es. la scena in cui
Sakurakoji le dice addio, o quella in cui lei si invaghisce di un
collega attore, o ancora la scomparsa
della madre, sono tutti passaggi alquanto sbrigativi e forzati, a tratti senza plausibili e credibili moventi (almeno
nell'anime. Non so in dettaglio se il manga è identico ndr). Insomma in sole 3 puntate succedono talmente tante cose eclatanti che, sia spettatori che protagonista, dovrebbero rimanerne scioccati; ed invece Maya ne
esce come imbambolata, perdendone in smalto e genuinità.
Oggettivamente l'anime, in questa
parte centrale, arranca nella narrazione, fa molta fatica a creare armonia e
trovare moventi d'intreccio credibili per i personaggi che si incontrano e si
lasciano con una velocità disarmante, appiattendo troppo le unità temporali e
le relazioni fra gli stessi.
La storia tende ad una ripetitività schematica
(maya stimata, maya denigrata) non indifferente. Il personaggio inoltre appare
perennemente ingenuo, quasi come all'inizio della vicenda quando ha 13anni, in
balia degli eventi e degli altri (ma ormai ne ha quasi 16 ndr).
A parte il buon colpo di scena
del 39°episodio, la fatica della mangaka nel portare avanti l'intreccio, fa
emergere palesemente il problema che tra un manga e l'altro siano passati anche
anni a volte, al punto da far rischiare all'autrice di ripetere certe dinamiche
già accadute fra i personaggi (in 15 anni farà uscire solo 6 volumetti! ndr).
Tutta
la parte pre-finale comunque è valida. Apprezzabili anche gli approfondimenti
di alcune rappresentazioni teatrali, sia nei dialoghi che nella messa in scena
della regia. In questo l'anime funziona. La sceneggiatura della Dea
scarlatta è molto bella, seppur non raccontata nei dettagli volutamente, ed
anche la sua rappresentazione è ben animata e recitata dai doppiatori.
La
storia personale della sensei Tsukikage è sicuramente la più poetica e
drammatica della vicenda. Segue quella di Hayami Masumi (anche se scritta
peggio, e non ancora del tutto chiarita).
Il personaggio della rivale Auymi, invece, almeno nell'anime2.0, ne viene fuori un po' troppo serioso,
anaffettivo e forzatamente virtuoso, ma soprattutto leggermente troppo
ossessionato da Maya su cui proietta tutte le sue paure e insicurezze. Forse è proprio quello che risulta più mancante di personalità, tendendo a ripetersi negli
atteggiamenti.
In sintesi, i colpi di scena, tra
più o meno riusciti, non mancano in questo manga nato vintage, ma non ancora
concluso alle soglie del 2020 e che, invece di evolversi nel tempo, appare piuttosto
cristallizzato volutamente in un eterno presente e dove i decenni ed i
cambiamenti di costume non sembrano più di tanto influenzare la mangaka. In tal
senso è apprezzabile anche come nell'anime2.0 l'elemento 'hi-tech' (cellulari,
pc, e cg) non risulti invasivo o fuori luogo, ma venga limitato a pochissime
scene per tutta la storia.
L'anime2.0 si ferma al 42° vol.,
saltando gli ultimi 7 volumi in cui, le due ragazze, dopo il training per
imparare i segreti sull'opera della Dea scarlatta nella valle dei susini,
tornano a Tokyo per metterla in scena con due diverse compagnie e registi e a
cui capitano altri rocamboleschi accadimenti.
In conclusione la domanda è: se mai
uscirà l'ultimo e tanto atteso 50°volumetto (sempre che ci sia il finale dentro) non è che avranno la malsana idea di rifare un'ennesima serie che riparta
da zero...giusto??! 😅 (12 EPISODI finali ci basterebbero ed avanzerebbero,
anche alla luce di come disegnano e producono oggi le serie anime2.1 ndr😬).
Dedicato a tutti i fan.
Buona Pasqua
(Qui sotto il potenziale albero di susino a cui potrebbe essersi ispirata la Suzue.
Ha 200 anni! Più Dea di così..ndr).
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| Suzuka Forest Garden, Japan - Foto Tatsuya Kurisu |
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| Le foto Natalie |
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| Dea scarlatta - S.Miuchi 1997 |
Nel Gennaio '021 è uscita una neo collabo con il marchio Matashiro, storico birrificio di Kobe, per riprodurre una bottiglia di sake chiamato La Dea scarlatta come augurio che il covid finisca.
Già prodotta nel '97 per il terremoto di Kobe ('95), riporta su scatola e bottiglia il noto disegno della sensei che sembra fu ispirato proprio ad una statuetta della dea Kannon presente nel giardino del birrificio stesso. (Foto sotto)
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| Kannon nel giardino di Kuramoto |
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| Dettaglio etichetta appesa. |
Uscita fisica in novembre - prezzo 230,00€ circa.
(Non è specificata la casa di produzione. Si presume un Seiko).
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| Le foto Iei.jp |
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| La cassa firmata numerata. |
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| I numeri tramutano in rose, sfociando nel riflettore centrale diamantato sulle 12. |











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